ISTITUZIONE DI NUOVI STRUMENTI E LORO INTERAZIONE

Per la prima volta nella sua millenaria storia, a partire dagli acquedotti romani in poi, l’Italia ha un sistema governativo posto a controllo della qualità dell’acqua potabile. Questo nuovo sistema porrà delle sfide che saranno molto difficili da superare per alcune realtà, pensiamo a tutte le zone della nostra penisola dove l’acqua è fornita con la poco civile pratica della turnazione o dove, per fare di necessità virtù, sono stati installati dei serbatoi per la provvista di acqua potabile, quando disponibile, ecc..


Tutte queste casistiche metteranno a dura prova la completa riuscita, da parte dello Stato, dell’applicazione della Direttiva europea.


Come cittadini utilizzatori sentiremo parlare sempre più spesso di nuovi soggetti pubblici che hanno vari compiti da svolgere in questo moderno contesto, assieme ad altri enti di cui conosciamo già le funzioni e che vedranno quest’ultime ampliate con quanto previsto dal D.lgs. 23 febbraio 2023 n° 18 e s.m.i..


Il primo organismo che segnaliamo è il CeNSiA – Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque. Una struttura funzionale all’attuazione del decreto, attribuita all’Istituto Superiore di Sanità.

I compiti del CeNSiA sono:

1) l’elaborazione delle Linee guida per l’approvazione dei Piani di sicurezza dell’acqua (PSA)per le forniture idro-potabili e loro successivo inoltro alla Commissione nazionale di sorveglianza;


2) il coordinamento del Gruppo nazionale di esperti per la verifica, valutazione e approvazione del PSA, istituito con decreto del Ministero della salute;


3) la formazione continua e qualifica degli esperti del Gruppo nazionale di cui al punto 2);


4) la verifica della conformità e funzionalità dei PSA anche attraverso verifiche ispettive sulla filiera idro-potabile e secondo quanto previsto dalle Linee guida (punto 1);


5) la formulazione dei giudizi di approvazione dei PSA richiesti dai gestori idro-potabili e successiva notifica del giudizio al gestore idro-potabile, alla regione e provincia autonoma, alla ASL di competenza e ad ARERA, e pubblicazione sul sistema AnTeA;


6) l’elaborazione delle rendicontazioni e programmazioni annuali sullo stato delle valutazioni e gestioni del rischio dei sistemi di fornitura idro-potabile e il successivo inoltro alla Commissione nazionale di sorveglianza;


b) il rilascio delle autorizzazioni per l’immissione sul mercato nazionale dei ReMaF (reagenti chimici e materiali filtranti attivi e passivi da impiegare nel trattamento delle acque destinate al consumo umano);


c) la gestione del sistema informativo centralizzato AnTeA, sulla base degli indirizzi del Ministero della salute e delle indicazioni fornite dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica con il supporto di ISPRA;


d) la produzione e comunicazione di evidenze funzionali a garantire l’accesso universale ed equo a quantità adeguate di acqua potabile e a servizi igienici sicuri, aumentando la resilienza del ciclo idrico.

Ed inoltre, in coordinamento con il Ministero della salute, il CeNSiA è di supporto con le regioni e province autonome che promuovono la formazione per i gestori dei sistemi idrici interni, gli idraulici e per gli altri professionisti che operano nei settori dei sistemi di distribuzione idrici interni e dell’installazione di prodotti da costruzione e materiali che entrano in contatto con l’acqua destinata al consumo umano.


Infine, al CeNSiA sono attribuite due ulteriori responsabilità relative alla qualità dell’acqua: recepisce e rende disponibile sul territorio la metodologia per misurare le microplastiche e le Linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio delle sostanze per-e polifluoroalchiliche (PFAS-totale e somma di PFAS).


AnTeA è l’Anagrafe Territoriale dinamica delle Acque potabili, ovvero il sistema informativo centralizzato, istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. É il mezzo attraverso il quale i gestori dei sistemi idro-potabili assicurano che i documenti e le registrazioni relative al PSA siano costantemente conservati, aggiornati e resi disponibili alle autorità sanitarie territorialmente competenti.


Inoltre, nel sistema AnTeA sono registrati i ReMaF che possono essere immessi sul mercato nazionale e utilizzati negli impianti di captazione, trattamento, stoccaggio, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano (dal 12 gennaio 2036).

L’utilizzo di AnTeA è anche destinato alle regioni e province autonome che provvedono all’inserimento dei risultati dei controlli esterni (verifiche della qualità dell’acqua nel punto di utilizzo).


Il sistema AnTeA è allineato con i sistemi informativi istituiti a livello di Unione europea e ha le seguenti finalità:


a) assicura l’acquisizione, l’elaborazione, l’analisi e la condivisione di dati di monitoraggio e controllo relativi alla qualità delle acque da destinare e destinate a consumo umano;


b) assicura la comunicazione, l’integrazione e la condivisione dei dati tra le Autorità ambientali e sanitarie competenti a livello nazionale, regionale e locale, e tra queste e gli operatori del settore idropotabile;


c) garantisce un idoneo accesso al pubblico delle informazioni;


d) assicura la disponibilità, l’aggiornamento e l’accessibilità delle informazioni e dei dati alla Commissione europea, all’Agenzia Europea per l’Ambiente e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie;


e) assicura lo scambio di informazioni per le rispettive finalità di competenza con ARERA, ISTAT e altre istituzioni nazionali, nonché con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e altre organizzazioni internazionali

Il SINTAI è il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane, ovvero lo strumento per la raccolta e diffusione delle informazioni relative allo stato di qualità delle acque interne e marine sviluppato e gestito dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Il SINTAI, gestito da ISPRA, è il nodo nazionale «Water Information System for Europe» (WISE).