Riprendiamo la comunicazione in merito all’applicazione dei CAM, negli appalti pubblici, per le tubazioni in polietilene, aggiornando quanto già comunicato in precedenza. Il ministero del MASE ha instaurato un sistema di aggiornamento dei CAM che obbliga le imprese a adeguamenti, talvolta repentini, delle procedure di progettazione e di costruzione delle opere pubbliche. Di conseguenza anche da parte nostra si impone l’obbligo di aggiornamenti conoscitivi per tradurli, se del caso, in aggiornamenti delle nostre procedure interne e della nostra documentazione tecnica. Quanto segue è un’analisi dettagliata dei requisiti imposti, completata con lo stato di fatto specificato nelle norme tecniche di prodotto di riferimento per il settore.
1. Esonero di responsabilità
Il contenuto della presente comunicazione ha quale esclusivo scopo quello di fornire informazioni generali. L’autore ha predisposto ogni precauzione utile e confacente al fine di verificarne i contenuti.In ogni caso, l’autore non fornisce alcuna garanzia sia espressa che implicita circa i contenuti presenti in questa comunicazione. Alcuna responsabilità e obbligazione per qualsiasi conseguenza legata all’uso di questa comunicazione o del materiale in essa contenuta potrà essere ricondotta all’autore.Sin d’ora, l’autore declina ogni responsabilità in merito all’attualità, alla completezza o qualità delle informazioni e per le azioni intraprese in base a quanto contenuto in questa comunicazione.
2. Cosa sono i CAM
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono specifiche di prodotti, lavori o servizi che la pubblica amministrazione (PA) ha l’obbligo di introdurre nelle gare di affidamento di lavori, servizi e fornitura di prodotti.Coloro che eseguono dei lavori o servizi o forniscono prodotti hanno l’obbligo di legge di rispettare quanto stabilito nei CAM.I CAM hanno la funzione di aiutare la PA a rispettare quanto specificato nel Piano di Adozione Nazionale del Green Public Procurement (PAN GPP) per essere allineati con quanto previsto a livello europeo nel Green Public Procurement (GPP).
3. Forma legale dei CAM
I CAM sono resi in forma di Decreto Ministeriale.
4. Dove si trovano i CAM
I CAM sono pubblicamente disponibili sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) all’indirizzo: https://www.mase.gov.it/portale/cam-vigentiI CAM pubblicati, e quindi obbligatori, ad oggi sono 21 e sono riferiti a: Arredi per interni, Arredo urbano, Ausili per l’incontinenza, Calzature da lavoro e accessori in pelle, Carta, Cartucce, Edilizia, Eventi culturali, Illuminazione pubblica (fornitura e progettazione), Illuminazione pubblica (servizio), Infrastrutture stradali, Lavaggio industriale e noleggio di tessili e materasseria, Pulizie e sanificazione, Rifiuti urbani e spazzamento stradale, Ristorazione collettiva, Ristoro e distributori automatici, Servizi energetici per gli edifici-contratti EPC, Stampanti, Tessili, Veicoli e, ultimo, Verde pubblico.
5. Quali sono i CAM che sono di interesse per il nostro settore
Le tubazioni in polietilene, destinate ad un utilizzo con fluidi, appartengono a due settori applicativi ben distinti:
– tubazioni destinate ad operare in pressione (in impianti industriali, di trasporto e distribuzione, interrate, fuori terra, all’interno ed all’esterno di edifici)
– tubazioni destinate ad operare non in pressione (interrate, fuori terra, all’interno ed all’esterno di edifici)
Nota Talvolta il settore “non in pressione” è identificato, in maniera non proprio corretta, con il termine “a gravità”.
Entrambe le due destinazioni di utilizzo sono comprese nei CAM di interesse, ovvero:- I nuovi CAM edilizia, edizione 2025 che aggiornano e sostituiscono l’edizione precedente del 2022 e integrano anche il correttivo del 5 agosto 2024 (siapplicano a far data dalla loro entrata in vigore, il 2 febbraio 2026).- I CAM Strade per l’affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutturestradali (D.M. 5 agosto 2024 – pubblicato in G.U. Serie Generale n. 197 del 23-8-2024 ed in vigore dal 21 dicembre 2024). Decreto correttivo del 11settembre 2025 pubblicato in GU Serie Generale n.221 del 23-09-2025.
Nota: Anche il CAM “Verde pubblico” potrebbe essere di interesse per tutti coloro che operano nel settore specifico. In esso sono definite alcune caratteristiche legate alla progettazione e al funzionamento degli impianti di irrigazione.
I prodotti di Plastitalia S.p.A. sono utilizzabili con i tubi a parete piena (altrimenti detti “lisci”) e le norme tecniche di riferimento per i prodotti che sono contemplati nei CAM sono quelle indicate nella tabella
1.Tabella 1 – Norme tecniche di riferimento

| 1 Informazioni su prodotti Plastitalia S.p.A. utilizzabili con la tipologia di tubi specificati in questa norma possono essere richieste al nostro ufficio tecnico: info@plastitaliaspa.com |
Nota 1: Nel settore delle norme tecniche è standardizzata una modalità codificata per individuare lo spazio in cui le tubazioni non in pressione sono utilizzabili. Tale codifica, rappresentata nella marcatura obbligatoria dei prodotti, è la seguente:
– “U”, prodotti per il drenaggio e la fognatura interrata non in pressione all’esterno della struttura dell’edificio (UNI EN 12666-1);
– “UD” prodotti per il drenaggio e la fognatura interrata non in pressione sia nel terreno all’interno della struttura dell’edificio (codice area di applicazione “D”) che all’esternodella struttura dell’edificio (UNI EN 12666-1).
– “B” prodotti per applicazioni di scarico (a bassa e alta temperatura) all’interno di edifici (UNI EN 1519-1).
– “BD” prodotti per applicazioni di scarico (a bassa e alta temperatura) sia all’interno degli edifici che interrati nel terreno all’interno della struttura dell’edificio (UNI EN 1519-1).
Nota 2: Rammentiamo che la marcatura di un prodotto dichiarato conforme a una norma è un requisito obbligatorio e che tale specificata marcatura costituisce la dichiarazione di conformità del fabbricante “allegata” al prodotto.
6. Particolarità dei CAM
In questo paragrafo sono riportati e confrontati alcuni degli aspetti particolari che regolamentano l’uso dei nostri prodotti nelle opere di ingegneria per le quali sono stati pubblicati i CAM Edilizia e i CAM Strade. Si sottolinea che tra i due “CAM” vi è una certa equivalenza sia per quanto attiene agli aspetti generali che a quelli che sono in relazione alle specifiche tecniche dei prodotti ed alla gestione del cantiere.
6.1 CAM Edilizia
Nel paragrafo 1.1 è specificato l’ambito di applicazione di questi CAM come: “…non limitato ai lavori inerenti edifici (tra questi sono inclusi i fabbricati viaggiatori o stazioni), ma è esteso ai lavori e servizi per qualsiasi tipo di manufatto o opera nelle more della pubblicazione di eventuali CAM per specifiche tipologie di opere o manufatti…”
Una possibile interpretazione di quanto riportato guiderebbe a ritenere che per opere pubbliche che prevedono la posa di tubazioni durante l’ esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle “infrastrutture stradali” ci si debba riferire ai “CAM Strade”, mentre nel caso relativo agli interventi di costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento di “opere di ingegneria civile”, quali ad esempio: manutenzione di una fognatura, realizzazione di un acquedotto o gasdotto, ecc. ci si debba riferire sempre ai “CAM Edilizia” anche nel caso in cui le tubazioni siano installate nel corpo di una infrastruttura stradale. La scelta del corretto Decreto da applicare ricade senz’altro sull’Ente appaltante.
Nel paragrafo 1.2 è riportata parte della Comunicazione n. 98, 2020 della Commissione in cui nell’illustrare un nuovo piano d’azione per l’economia circolare per l’Europa prevede “…l’eventuale introduzione di requisiti in materia di contenuto riciclato per alcuni prodotti da costruzione, tenendo conto della loro sicurezza e funzionalità̀; … promuovendo misure volte a migliorare la durabilità̀e l’adattabilità̀dei beni edificati in linea con i principi dell’economia circolare per la progettazione degli edifici…”
Nel paragrafo 1.3.2 è specificato che:”…gli studi LCA (valutazione ambientale del ciclo di vita) e LCC (valutazione dei costi del ciclo di vita) degli edifici, dovranno essere condotti secondo le norme UNI EN 15643, UNI EN 15978, UNI EN 17680, UNI EN 15804 per l’LCA…”
Nota UNI EN 15804:2021 – Sostenibilità delle costruzioni – Dichiarazioni ambientali di prodotto – Regole quadro di sviluppo per categoria di prodotto https://store.uni.com/uni-en-15804-2021
Inoltre, un altro importante requisito specificato è relativo alla vita funzionale dell’opera di ingegneria:”…
La definizione dell’Equivalente Funzionale (EF) deve includere almeno la tipologia di edificio (es. ufficio) oggetto di studio, la superficie coperta utile e la durata di vita utile (Reference Service Life o RSL), che, per soddisfare i requisiti specifici di durabilità, adattabilità e riduzione dei rifiuti fissati dalla Commissione Europea per gli obiettivi di economia circolare nella progettazione degli edifici, non deve essere inferiore a 100 (cento) anni…”, e in seguito, in maniera congruente, richiede che:”… gli scenari plausibili in relazione al contesto di progetto… siano coerenti con, le informazioni sulla durabilità degli stessi materiali e componenti, nonché scenari di fine vita derivati direttamente dalle EPD, dalle PCR di settore, dalle DoP o da altra documentazione scientifica. La fonte dei dati relativi alla durabilità deve essere citata nel rapporto LCA…”.
Tutte le tubazioni, secondo quanto indicato nei CAM, dovrebbero garantire una durata del servizio di cento anni.
Nella parte relativa alle “Verifiche e analisi a confronto” (del medesimo paragrafo…) è specificato che “…In fase di esecuzione dei lavori, spetta alla Direzione dei Lavori il compito di verificare la rispondenza dei requisiti di sostenibilità dei prodotti…”
Tale verifica deve essere eseguita mediante una comparazione:”… L’equivalenza della prestazione di sostenibilità, a parità di RSL (Reference Service Life – ndr) e fatto salvo il rispetto di tutte le altre caratteristiche geometriche e prestazioni meccaniche e funzionali richieste al prodotto, nel rispetto della unità funzionale e del principio di cui al punto 5.3 Comparabilità delle EPD per prodotti da costruzione della UNI EN 15804, potrà essere verificata sulla base delle EPD del prodotto a progetto e del prodotto proposto dall’operatore economico, ove entrambe siano disponibili…” Tutto chiaro? Non proprio perché lo studio LCA si basa su scenari che sono definiti nelle PCR (Product Core Rules) che a loro volta possono differire a seconda del “program operator” (ovvero dall’organizzazione che gestisce la pubblicazione delle EPD, ad esempio “EPD International”, “EPD Italia”, “Global EPD”, ecc.), la “…comparabilità delle informazioni contenute nelle EPD deve essere effettuata solo per la parte relativa all’uso del prodotto ed al suo impatto sulla costruzione e deve considerare il completo ciclo di vita (tutti i moduli informativi)…” (parte liberamente tradotta dal punto 5.3 della UNI EN 15804).
Nota: Al punto 6.3.1 dell’ultima versione della UNI EN 15804:2021 è specificato quanto segue: “Therefore, any functional unit or declared unit shall be clearly defined and measurable2.” Per esempio; un mattone o la massa (esempio: 1 kg. di polietilene utilizzato nella fabbricazione delle tubazioni).
In questa parte è anche contemplata la possibilità che il disciplinare di gara possa permettere delle migliorie: “…Nel caso in cui il disciplinare di gara preveda la possibilità di presentare proposte migliorative per singoli elementi tecnici, nel rapporto LCA allegato alla documentazione di gara dovrà essere definita e specificata anche l’Unità Funzionale relativa all’elemento tecnico nel rispetto della quale dimostrare il miglioramento ambientale…”
È importante segnalare che questa versione dei CAM edilizia ha chiarito al punto 1.3.5 (Verifica dei criteri ambientali e mezzi di prova) in merito ad un problema generalizzato e piuttosto serio che ha a che fare con aspetti di concorrenza sleale:” …Le stazioni appaltanti, i progettisti, i direttori dei lavori e gli appaltatori non possono prendere a riferimento prodotti che il fabbricante o il fornitore dichiara come “certificati CAM” o essere dotati di “certificazione CAM” o con “attestati di conformità ai CAM” o terminologie similari in quanto non previsti da quanto disposto nel presente documento. Così anche le dichiarazioni di conformità ai CAM dei prodotti forniti, rilasciate dai fornitori o fabbricanti, non garantiscono la conformità ai criteri ambientali contenuti in questo documento e non sono ammissibili di per sé come mezzo di prova del rispetto dei criteri stessi…” Ovvero, non esistono “Certificati CAM”.Le tubazioni in polietilene possono essere considerate per quanto attiene ai punti:- 2.2.3 Uso sostenibile e protezione delle acque- 2.2.6 Sottoservizi per infrastrutture tecnologiche (per esempio impianti antincendio, di sollevamento, ecc. – ndr)- 2.3.14 Risparmio idrico – reti di raccolta delle acque reflue di edificio e di distribuzione duale (potabile e non potabile)- 2.3.15 Raccolta, trattamento, stoccaggio e riuso acque meteorichePer quanto riguarda il punto 2.4 (Specifiche tecniche per i prodotti da costruzione) è chiarito che: ”…Si applicano le definizioni di prodotto da costruzione di cui all’articolo 3 del regolamento (UE) 2024/3110 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2024 che fissa norme armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e abroga il regolamento (UE) n.305/2011…” e che: “… Per quanto riguarda le prove sul contenuto di materia riciclata, recuperata o di sottoprodotti, riferirsi al criterio “2.1.2 Contenuti del capitolato speciale d’appalto…”, ove è specificato: “… Per quanto riguarda l’attestazione del valore percentuale richiesto (di riciclato – ndr), il progettista deve chiarire che tale requisito è dimostrato tramite una delle opzioni di seguito elencate, che evidenzi la percentuale richiesta nella sezione verifica dei criteri contenuti in questo documento:1. dichiarazione ambientale di prodotto (DAP o, in inglese, Environmental Product Declarations o EPD), conforme alla norma UNI EN 15804 e alla norma UNI EN ISO 14025, verificata da parte di un organismo di verifica e validazione accreditato in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17029 e UNI EN ISO 14065 per lo specifico schema, come ad esempio EPDItaly© o schema internazionale EPD© e che riporti la percentuale di contenuto di materiale riciclato, recuperato, o sottoprodotto, nel paragrafo “informazione ambientale aggiuntiva” della dichiarazione…2. certificazione di prodotto “ReMade” o “ReMade in Italy”;3. certificazione di prodotto per il rilascio del marchio “Plastica seconda vita” (PSV);4. per i prodotti in PVC è possibile fare ricorso, oltre alle certificazioni di cui ai punti precedenti, anche al marchio VinylPlus Product Label;5. certificazione di prodotto basata sul bilancio di massa determinato con un metodo di calcolo basato sulla tracciabilità dei flussi fisici di materia per lo specifico prodotto, rilasciata da un organismo di valutazione della conformità accreditato, quale, ad esempio, la CP DOC 262;6. certificazione di prodotto, rilasciata, da un organismo di valutazione della conformità accreditato, in conformità alla prassi UNI PdR 88 “Requisiti di verifica del contenuto di riciclato e/o recuperato e/o sottoprodotto, presente nei prodotti” o in conformità a successive norme tecniche basate su tale prassi.7. documentazione relativa alla data di adesione allo schema “Made Green in Italy” (MGI) e documentazione comprovante l’autorizzazione all’utilizzo del logo “Made Green in Italy” verificata da parte di un organismo di verifica o validazione accreditato in conformità alla norma ISO 17029 e ISO 14065 per lo specifico schema, che nella DIAP (Dichiarazione di Impronta Ambientale di Prodotto – ndr) riporti, quale informazione ambientale aggiuntiva, la percentuale di contenuto di materiale riciclato, recuperato, o sottoprodotto…”
Le caratteristiche ambientali delle tubazioni in materiale plastico, ovvero, per lo scopo di questo documento: in polietilene, sono specificate al punto 2.4.13 “Tubazioni in materiale plastico per condotte fognarie, scarichi e cavidotti elettrici” e il criterio ambientale che queste tubazioni devono soddisfare è quello di:”…avere un contenuto di materia recuperata, riciclata o di sottoprodotti, di almeno il 20% sul peso del prodotto…”
Nota 1 La ISO 6707-3 fornisce la seguente definizione di sottoprodotto: “co-prodotto originato da un processo che è dovuto ad un incidente o non prodotto intenzionalmente e che non può essere evitato.” Esempio: da alcune produzioni industriali di cibo si genera un olio (sottoprodotto) che viene utilizzato come “bio-diesel”.
Nota 2 Libera traduzione del testo della norma (esempio escluso).
Per una verifica di quanto tradotto è possibile acquistare la norma sul sito UNI STORENon fanno parte dei CAM Edilizia le tubazioni che operano in pressione
6.2 CAM Strade
Nel paragrafo 1.1 è specificato che l’ambito di applicazione di questi CAM è esteso:”…a tutti i contratti di appalto e alle concessioni aventi per oggetto l’esecuzione di lavori e la prestazione di servizi di progettazione di infrastrutture,…” e in base alla nomenclatura europea dei codici CPV ne fornisce alcuni a titolo di esempio: “…Alcuni dei CPV (Common Procurement Vocabulary) di riferimento per i lavori e le opere sono il CPV 45000000 “Lavori di costruzione”, in particolare il 45233000-9 “Lavori di costruzione, di fondazione e di superficie per autostrade e strade”, ed il 71322000-1 “Servizi di progettazione tecnica per la costruzione di opere di ingegneria civile..”. Pertanto, considerando che per consuetudine le fognature, gli acquedotti, i gasdotti ed altri impianti sono sicuramente considerate infrastrutture pubbliche, non è chiaro, come al punto 5.1 del presente documento, se nel caso della sola installazione di tubazioni in un corpo stradale preesistente si debba ricorre a questi “CAM” oppure a quelli contemplati nei “CAM Edilizia”. Lasciamo nuovamente il dubbio e il compito di effettuare la scelta corretta all’Ente appaltante.Le tubazioni in materiale plastico sono contemplate al punto 2.3.9 e, in perfetta similitudine con quanto specificato nei CAM Edilizia, esse devono essere “…prodotte con un contenuto di materia recuperata, riciclata o di sottoprodotti, di almeno il 20% sul peso del prodotto…”.
2 “Pertanto, qualsiasi unità funzionale o unità dichiarata deve essere chiaramente definita e misurabile.”
L’unica vera differenza con i “CAM Edilizia” è relativa al fatto che in questo Decreto non si fa distinzione tra tubazioni per fognatura e scarichi e quelle che operano in pressione. Secondo l’intento del legislatore, parrebbe che tutte le tubazioni in plastica dovrebbero contenere una parte di materia prima proveniente dall’attività di recupero, riciclo o da sottoprodotti.
7. Definizioni standard nel settore delle tubazioni
A questo punto è meglio introdurre un altro aspetto importante: il vocabolario tecnico standard di riferimento per il settore. La conoscenza delle definizioni dei vocaboli è essenziale nella corretta interpretazione dei testi di riferimento. Da diversi anni il CEN/TC 155, il comitato tecnico europeo che ha l’incarico di redigere le norme tecniche per il settore delle tubazioni in plastica (in pressione e non in pressione), sta lavorando, su mandato del CEN (comitato europeo di normazione, il quale, a sua volta, opera su indicazione della Commissione Europea), ad una serie di norme che permettano la revisione di quelle attuali consentendo l’uso di materiali provenienti dall’attività di recupero o riciclo o da sottoprodotti, nella fabbricazione degli oggetti in esse contemplati, quali, ad esempio: tubi, raccordi, valvole, serbatoi, ecc. Nel 2022 è stata pubblicata la norma UNI EN 14541-1 – Tubi e raccordi di materia plastica – Utilizzo dei riciclati termoplastici – Parte 1: Vocabolario – in cui, tra le altre, sono presenti le seguenti definizioni di nostro interesse per i CAM:- materiale rilavorato, materiale plastico proveniente da prodotti non usati rigettati o da scarti di taglio recuperati all’interno dello stesso processo che li ha generati.- materiale da pre-consumo, materiale plastico deviato dal flusso dei rifiuti durante un processo di produzione, ad esclusione del materiale (plastico) rilavorato(questa definizione ha sostituito la precedente che era titolata come: “materiale post- industriale).- materiale da post-consumo, materiale plastico generato da uso domestico o da strutture commerciali, industriali e istituzionali nel loro ruolo come utilizzatori finali del prodotto il quale non può più essere utilizzato per il suo scopo previsto.- riciclato, materiale plastico risultante dal riciclo di prodotti plastici da pre-consumo e da post-consumo.
Nota Libera traduzione del testo della norma. Per una verifica di quanto tradotto è possibile acquistare la norma sul sito UNI STORE.
Ad oggi le norme tecniche delle tubazioni in PE del settore a pressione consentono, previo accordo tra committente e fornitore, solo l’utilizzo di materiale rilavorato nella sola fabbricazione dei tubi; raccordi e valvole devono essere fabbricati mediante l’uso di solo materiale vergine.
La UNI EN 12666-1 è la norma per le tubazioni in polietilene a parete piena destinate ad impianti non in pressione e alla data di pubblicazione del presente documento il progetto di revisione ha passato favorevolmente il voto finale europeo. La pubblicazione come norma nazionale dovrà avvenire nei tempi stabiliti dal regolamento per gli enti nazionali di normazione. La UNI EN 1519-1 1 è la norma per le tubazioni in polietilene a parete piena destinate ad impianti non in pressione da porre all’interno degli edifici. L’ultima revisione è datata 2019 e specifica che per la produzione di tubi e raccordi conformi alla norma “…non deve essere utilizzato materiale non vergine proveniente da prodotti in PE, ad eccezione di tubi e raccordi3…”.
8. Aspetti tecnici delle norme di settore e applicabilità nei CAM
Il settore normativo, nello specifico il CEN/TC 155 “Plastics piping systems and ducting systems4”, ha come scopo: “Standardization of requirements and test methods for geometrical, chemical, physical and other characteristics of components, joints and systems5…” e, in funzione del mandato del CEN ha il compito di produrre e revisionare le norme tecniche del settore delle tubazioni in plastica in modo che esse siano coerenti con quanto stabilito nelle politiche dell’Unione in merito all’Economia Circolare.Diversi anni fa è stato creato il gruppo di lavoro CEN/TC 155/WG28 (dove WG è l’acronimo di “Working Group”) il cui scopo è elaborare norme tecniche relative a: “Test methods for assessment of lifetime of non- pressure thermoplastic piping6”.Questo gruppo di lavoro ha il difficile incarico di stabilire dei metodi scientifici standard per la valutazione del periodo di vita delle tubazioni termoplastiche utilizzabili negli impianti non in pressione in cui è utilizzata, per la loro fabbricazione, materia prima riciclata in qualsiasi percentuale. Nel caso dei CAM, tubazioni per “fognatura e scarichi”.Gli esperti che partecipano a livello europeo ai lavori del CEN/TC 155 hanno infatti escluso che vi possa essere la possibilità di utilizzare materia prima riciclata7 (in tutte le eccezioni del termine, vedere definizioni al punto 7) nelle tubazioni dedicate al trasporto di fluidi in pressione. Il motivo di tale presa di posizione risiede in alcuni capisaldi:a) La Sicurezza – la resistenza meccanica della materia prima deve essere tale da garantire la prestazione meccanica nelle condizioni d’uso previste (peresempio nella distribuzione del gas combustibile, nella garanzia di funzionamento di un impianto antincendio, ecc.) per tutto il ciclo di vita dei prodotti.b) Il rispetto delle Norme Igieniche – nel contatto dei prodotti con l’acqua potabile.c) La Durata – solo per la materia prima vergine (attualmente) è possibile estrapolare il dato certo di durata del sistema in esercizio.3 Sistema di riciclo tipo “Close-loop”. Dal riciclo di tubi si produce materia prima riciclata da utilizzarsi per nuovi tubi. Il metodo di riciclo “Open-loop” non è idoneo per le tubazioni (scarsa qualità del materiale riciclato).4 Sistemi di tubazioni e condotti in plastica5 Standardizzazione dei requisiti e dei metodi di prova per le caratteristiche geometriche, chimiche, fisiche e di altro tipo di componenti, giunti e sistemi.6 Metodi di prova per la valutazione della durata utile delle tubazioni termoplastiche non in pressione7 Dietro una semplice parola come “riciclo” si nasconde un mondo di particolarità tecniche. Ad esempio, una materia riciclata quante volte è stata riciclata? Ogni riprocessamento della materia ne determina una diminuzione delle caratteristiche meccaniche e fisiche. Sempre come esempio, esiste il problema dell’inquinamento della materia da riciclare (mix di differenti tipologie di plastiche anche non compatibili tra loro), ecc.Questi aspetti sono tutti contemplati nei CAM Edilizia, come già visto al punto 5.1 del presente documento.Nota Naturalmente l’aspetto di durabilità è dirimente pure nel caso dei lavori dedicati alle infrastrutture stradali anche se nel caso di specie la durabilità è sempre riferita agli aspetti propri delle strade (esempio: manto stradale, ecc. Indubbiamente questa durabilità potrebbe essere alterata da perdite di fluidi o cedimenti strutturali nelle tubazioni poste al di sotto del manto stradale).Per quanto riguarda il requisito di durabilità per gli obiettivi di economia circolare nella progettazione degli edifici che non deve essere inferiore a 100 (cento) anni segnaliamo il “documento di posizione” dell’Associazione Europea dei produttori di Tubi e Raccordi in Plastica (TEPPFA) “100 Years Lifetime of Polyethylene Pressure Buried Pipe Systems for Water and Natural Gas Supply8” scaricabile dal sito: https://www.teppfa.eu/media/position-papers/a-position-100-years-lifetime-ofpolyethylene-pipe/ nel quale vi è una descrizione scientifica dei motivi che determinano la durabilità (oltre 100 anni – ndr) dei prodotti in polietilene per impianti in pressione.Dei suddetti aspetti (a, b, c), nel caso delle tubazioni operanti non in pressione, è solo l’aspetto di durabilità che, dal punto di vista normativo, deve essere affrontato. Per questo motivo è stato creato il WG 28.Ad oggi questo WG ha dovuto affrontare delle difficoltà legate alla determinazione dei materiali e dei prodotti che, in risposta al mandato del CEN, devono contenere della materia prima riciclata. Vale la pena ricordare che nel settore “non in pressione” si cimentano prodotti in PVC-U, in PP e in PE e che i prodotti possono essere a parete piena o a parete strutturata e che in entrambi i casi i tubi possono essere composti da diversi strati anche realizzati con materie plastiche differenti e ancora, in alcuni casi gli strati interni possono essere realizzati finanche con materiali termoindurenti. Il lettore potrà ben capire a questo punto che individuare dei metodi di prova standard per determinare la durabilità dei prodotti è impegno affatto semplice. La durabilità dei prodotti destinati a “fognature e scarichi” è, principalmente, legata alla resistenza diametrale dei tubi ai carichi esterni e questa, a sua volta, è influenzata dalla quantità (e dalla qualità) della materia riciclata utilizzata per fabbricare il prodotto. Già nel 2022 è stata pubblicata a livello europeo la CEN/TS 14541-2 – Plastics pipes and fittings – Utilisation of thermoplastics recyclates – Part 2: Recommendations for relevant characteristics9 – . In questa norma si prescrive l’esistenza di una specifica tecnica redatta dal fabbricante dei prodotti termoplastici che deve essere accettata dalla società di riciclo (“agreed specification”) in cui sono fissate le caratteristiche di base del materiale riciclato che, successivamente, potrà essere utilizzato in associazione con il materiale vergine.
Non esistendo metodi standard per la determinazione della durabilità dei prodotti per le applicazioni non in pressione, al momento rimangono in vigore tutti i requisiti di resistenza meccanica per come sono già specificati nelle rispettive norme di prodotto (in poche parole… un prodotto fabbricato con materia prima riciclata, da x al 100%, deve passare positivamente tutte le prove cui è soggetto il medesimo prodotto fabbricato con materia prima vergine).
Nel febbraio 2026 è stata pubblicata da UNI la revisione della serie di norme UNI EN 13476 – Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non in pressione – Sistemi di tubazioni a parete strutturata di policloruro di vinile non plastificato (PVC-U), polipropilene (PP) e polietilene (PE) – in cui per la prima volta è ammesso l’uso di materia prima riciclata proveniente da pre e post-consumo in quantità fino al 100% alla condizione che il fabbricante abbia preparato la specifica tecnica per il materiale riciclato e che i prodotti finali, tubi e raccordi, rispettino tutti i requisiti specificati nelle norme di prodotto. Naturalmente i prodotti dovranno avere, a monte, lo studio LCA per la produzione della specifica EPD, come previsto nei CAM di riferimento.
Nota Anche la nuova versione della UNI EN 12666-1 ricalcherà quanto fatto per la serie UNI EN 13476.
9. La dichiarazione ambientale di prodotto EPD dei prodotti Plastitalia S.p.A.
Plastitalia S.p.A. ha iniziato molti anni fa il processo di determinazione del LCA dei propri prodotti ed ha pubblicato la relativa EPD. Alcuni prodotti offerti al mercato hanno come campo di applicazione la giunzione di tubi di elevato SDR fabbricati anche in conformità alla UNI EN 12666-1 (esempio: SDR 26, SDR 33, ecc.). Questi raccordi sono contemplati nella nostra EPD e, pertanto, possiedono quanto previsto nel requisito di verifica previsto nei CAM. Essendo prodotti che possono anche essere utilizzati nelle tubazioni in pressione non sono fabbricati utilizzando materiale di recupero, di riciclo o sottoprodotto.
Nella EPD di Plastitalia S.p.A. (scaricabile dal sito del “program operator” EPD International – https://www.environdec.com/library?q=plastitalia ) sono contemplati tutti i prodotti e può essere utilizzata anche per gli impianti in pressione sia per quanto riguarda i CAM Edilizia che per i CAM Strade. Infatti, entrambi i documenti in allegato ai decreti del MASE prevedono che il progetto possa essere “…sottoposto ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’infrastruttura … secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientale (rating systems) di livello nazionale o internazionale…”Questi protocolli utilizzano solo le EPD per la verifica delle caratteristiche ambientali dei prodotti da utilizzare nella realizzazione dell’opera.
Alcuni esempi di tali protocolli sono:
– ARchitettura Comfort Ambiente (ARCA), nello specifico Arca nuove costruzioni e Arca sopraelevazioni ed ampliamenti;
– Building Research Establishment Environmental Assessment Method (BREEAM);
– CasaClima Nature, CasaClima School per edifici scolastici e il protocollo CasaClima Work& Life per uffici pubblici;
– Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen (DGNB);
– Haute Qualité Environnementale (HQE);
– Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (ITACA);
– Leadership in Energy & Environmental Design (LEED);
– ecc.(ad esempio: l’intero progetto di una stazione di sollevamento, muri più impianti tecnologici, potrebbe essere soggetto a rating di sostenibilità e qualora le tubazioni in pressione avessero l’EPD, il punteggio del progetto ne sarebbe avvantaggiato).
Riteniamo possa essere utile segnalare che uno studio LCA (da cui origina l’EPD) per i prodotti da costruzione è un’attività molto impegnativa sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo di tempo necessario. Uno studio LCA che sia veramente probante di quanto comunicato per mezzo dell’EPD non può essere condotto a piacere. Le eventuali variazioni del processo produttivo (esempio: il cambio di contenuto di materia riciclata, il cambio del mix delle caratteristiche ambientali dell’energia necessaria alla produzione del prodotto, il cambio della finalità del LCA da “craddle to gate” a “craddle to grave”, ecc.) comporta il rifacimento dello studio LCA che non può essere compiuto nel tempo richiesto da un bando di gara.
8 Durata di 100 anni per i sistemi di tubazioni interrate in polietilene a pressione per la fornitura di acqua e gas naturale.
9 Tubi e raccordi in plastica – Utilizzo di materiali termoplastici riciclati – Parte 2: Raccomandazioni relative alle caratteristiche
10. Schema volontario Made Green in Italy
Questa parte è solo per segnalare quanto segue. Il documento RCP (Regole di Categoria di Prodotto) per i “Sistemi di tubazione in polietilene per la distribuzione di fluidi” riporta al punto 4.3: “…Qualsiasi altra soluzione/materiale per tubi che non sia specificamente elencata è da considerarsi fuori campo e quindi non conforme alla presente RCP. La raccorderia non è oggetto della presente RCP…”.
Per chi volesse approfondire le regole per la certificazione dei prodotti, la documentazione ufficiale è disponibile all’indirizzo: https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/made_green_italy_rcp_sistemi_tubazione_polietilene_distribuz_fluidi-pdfNota Questa RCP contempla una unità funzionale di 100 metri di impianto e solo pochi diametri di tubazioni SDR 17, SDR 33 e SN8.
11. Conclusioni
Tutti e due i CAM considerano che LCA deve essere determinato secondo la UNI EN 15804 e, come conseguenza, la comunicazione dei valori ambientali considerati devono essere pubblicati per mezzo di EPD pubblicata sul sito del “Program Operator” scelto dal fabbricante (la condizione per la pubblicazione è la validazione dei contenuti da parte di un organismo di terza parte, per esempio nel caso della EPD di Plastitalia S.p.A. essa è verificata da SGS Italy).Tra i concetti fondamentali dell’Economia Circolare vi è senz’altro quello della durabilità e della sicurezza delle opere poiché se esse non fossero in grado di durare e non fossero sicure, il loro impatto ambientale sarebbe enormemente più alto.Poiché le norme tecniche di prodotto per i fluidi in pressione (tabella 1) non consentono e non consentiranno l’utilizzo di materie provenienti da attività di riciclo il progettista, nel caso di progetti che prevedono l’utilizzo di tubazioni in pressione nelle opere infrastrutturali, può far riferimento agli specifici punti dei CAM (Edilizia e Strade) che permettono la “ ..mancata applicazione dei criteri contenuti nel presente documento, le motivazioni dovranno essere illustrate e giustificate dal punto di vista tecnico, facendo riferimento anche a documentazione tecnica di comprovata validità, ad esempio norme tecniche specifiche che prevedono determinati requisiti per prodotti da costruzione in relazione a prestazioni o sicurezza.” (CAM Edilizia punto 2.1.1 – CAM Strade punto 2.1.1).I prodotti Plastitalia S.p.A. sono corredati di files BIM (scaricabili dal sito www.plastitaliaspa.com) e la dichiarazione ambientale di prodotto EPD è disponibile anche sul sito ECO Platform (in formato XML) – https://eco-portal.eco-platform.org/#epdtable – per essere integrata nel progetto BIM (CAM Edilizia punto 2.1.3).Per quanto attiene alla gestione del cantiere, sul sito https://www.plastitaliaspa.com/it/strumenti-online/ è disponibile un calcolatore che permette il calcolo dell’emissione della CO2 durante le fasi di saldatura delle tubazioni in polietilene permettendo di definire “ …delle misure per aumentare l’efficienza nell’uso dell’energia nel cantiere e per minimizzare le emissioni di inquinanti e gas climalteranti, con particolare riferimento all’uso di tecnologie a basso impatto ambientale …” (esempio saldatura ad elettrofusione – CAM Edilizia, punto 2.5.1 sub e – CAM Strade punto 2.4.1, sesto trattino).I prodotti di Plastitalia S.p.A. sono prodotti in uno stabilimento che ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 14001 e possiede la registrazione sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), regolamento (CE) n. 1221/2009 – permettendo in questo modo all’operatore economico che si approvvigiona dei nostri prodotti di ottenere un punteggio X+Y (CAM Edilizia punto 3.2.2).Infine, l’organizzazione di Plastitalia S.p.A. è impegnata nella formazione degli operatori di cantiere, saldatori e coordinatori di saldatura secondo le norme di riferimento UNI EN 13067 e UNI 10761 rispettivamente, per qualificare la capacità tecnica dei posatori e dei supervisori (CAM Edilizia, punto 3.2.10)Speriamo che la lettura di questo documento possa aver illuminato in maniera trasparente i processi industriali, che non sempre sono di immediata comprensione come, superficialmente, si è portati a pensare e che sono alla base della fabbricazione di prodotti che possono essere utilizzati nelle opere della pubblica amministrazione per le quali sono stati pubblicati i CAM.