Sicura e di alta qualità, l’acqua potabile è essenziale per la salute pubblica e il benessere ed è un importante asset per l’economia. Ciascun cittadino europeo usa (mediamente) 156 l di acqua al giorno e sebbene essa non sia un prodotto commerciale come qualsiasi altro, l’acqua, dal punto di vista economico, è importante. Un buon livello di fornitura è essenziale per fornire servizi di qualità ai cittadini ed è una precondizione essenziale per lo sviluppo di attività economiche. Difetti in qualità e quantità causano alti costi sociali ed economici.
Il primo atto della legislazione europea che ha riguardato l’acqua potabile è datato 1975, Direttiva del Consiglio 75/440, riguardante la qualità delle acque di superfice utilizzate per la produzione di acqua potabile.
Il 15 luglio del 1980 il Consiglio Europeo dava il via libera alla prima Direttiva riguardante la qualità dell’acqua potabile messa a disposizione dei cittadini europei (Direttiva 80/778/CEE). Il documento, di sole 4 pagine più allegati, era l’embrione di un processo legislativo che non si è ancora completamente compiuto. Queste poche pagine sarebbero state implementate nel 1998 con la pubblicazione della “nuova” Direttiva 98/83/EC il cui obbiettivo primario era proteggere la salute umana assicurando che l’acqua potabile al “rubinetto” fosse salubre e pulita.
Tutti gli atti della legislazione europea impegnavano gli stati membri ad intraprendere delle azioni per garantire quanto specificato nella Direttiva.
La Direttiva 98/83/EC faceva parte del programma “Commission’s Regulatory Fitness and Performance programme (REFIT)”. Tale programma è servito per valutare l’adeguatezza, negli anni, degli strumenti in essa proposti.
Il 1° febbraio 2018, la Commissione ha presentato una proposta per la revisione della Direttiva 98/83/EC anche sulla base del primo successo assoluto di una iniziativa dei cittadini europei la “Right2Water”.
Lo scopo della nuova Direttiva 2020/2184 pubblicata il 16 dicembre 2020, è stato ampliato e contempla, oltre la protezione degli esseri umani anche la protezione dell’ambiente, una parte è dedicata ai materiali a contatto con l’acqua potabile e, infine, grandissima novità, specifica anche i requisiti per gli impianti interni.
Per la prima volta è introdotto il concetto di “analisi del rischio” che deve essere condotto su tutta la filiera di approvvigionamento e fornitura dell’acqua potabile e fino al rubinetto di casa.
La nuova Direttiva si basa anche su quanto elaborato a partire dal 2007 dalla Francia, l’Olanda, l’Inghilterra e la Germania che volontariamente si unirono per perseguire un comune approccio volto ad elaborare le prove e la valutazione dei prodotti in contatto con l’acqua potabile. Questo programma è generalmente conosciuto come 4MS (4 Stati Membri).
Il legislatore europeo ha, inoltre, stabilito delle regole minime per l’accesso all’acqua potabile, recepite nel nostro D.lgs. all’articolo 17.
